Esistono due tipi di scrittori:  il primo butta fuori tutto quello che ha dentro per poi correggerlo in fase di revisione, il secondo sceglie minuziosamente le parole e non va avanti finché la frase non è perfetta.

Non credo che esista un modo giusto di scrivere; posso dirvi che io faccio parte della prima categoria. Aiutata (?) soprattutto dal fatto di avere poco tempo per scrivere (praticamente la prima stesura è avvenuta su un quadernino a quadretti grandi in un bar), ho cercato di impostare le cose principali, prima che le dimenticassi.

Era il posto giusto? Credo proprio di no. Ma siamo arrivati al traguardo, quindi…

A volte, (e questa è una mia parentesi personale) ci facciamo bloccare da parole che sono molto più flessibili di quello che crediamo.”Giusto” ad esempio: stiamo facendo qualcosa nel modo giusto? E’ la persona giusta per noi? Non credo che esista un modo di giusto di scrivere (Joyce non usava la punteggiatura) né una persona, se proprio volete saperlo. La persona giusta diventa giusta quando vi scegliete e funziona. Ecco, per citare Woody Allen direi: “Basta che funzioni”. Insomma, ci sono cose che nascono perfette e non funzionano e cose che, invece, fanno una presa che non credevamo. A volte, succede.

Perché mi sto infilando in questo vaneggiamento? Perché in queste poche righe volevo affrontare l’annosa questione del dove, quando e quanto scrivere.

I più fortunati di noi (non io ovviamente) potrebbero ritrovarsi a dover decidere tutte e tre queste cose. In linea di massima, io vi consiglio di scrivere tutti i giorni ma di non farlo diventare un’ossessione se quel giorno non vi viene niente. Gli scrittori sono persone, non macchine; può essere che, dopo aver lavorato otto ore, vi venga fuori una sola riga e neanche tanto bellina. Sempre Joyce, una volta scrisse : “Oggi sono contento. Ho scritto una riga”. E stava per regalare al mondo l‘Ulisse, non il manuale delle giovani marmotte.

In generale, per noi che, non so, lavoriamo a tempo pieno, ci dobbiamo occupare dei nostri sette figli (sette?! Mio Dio!), che siamo impossibilitati a crearci un’agenda solo sulle nostre esigenze, direi che la cosa migliore è scrivere quando si ha un po’ di tempo libero e la mente più fresca. Lo so, non è facile vero?

E cominciamo a sgretolare l’errata convinzione che scrivere sia un mestiere facile. Non lo è. Se hai passione e voglia, sarà meno duro ma comporta comunque un dispendio di tempo ed energie.

Share:
Written by Silvia T.
Sono una scrittrice che va in crisi per scrivere chi è in poche righe. "Sono vasto, contengo moltitudini" scriveva Whitman. Io direi più che chi siamo è in continuo mutamento. Quello che vi serva sapere è che mi chiamo Silvia e ho pubblicato il mio primo romanzo "Un momento di chiarezza", l'anno scorso. Domande che potrebbero venirvi in mente. Hai messo un  manuale di scrittura, vuoi insegnarci come farlo? Il mio manuale di scrittura è, diciamo, sui generis. Considerateli dei consigli e prendetene quanto basta. Perché dovremmo leggere il tuo blog o le tue recensioni? Perché no? Magari vi piace.